31 gennaio Angelo Palumbo

“Piange l’amore il sogno”, la silloge del poeta Angelo Palumbo, sarà presentata il 31 gennaio alle 1030 alla biblioteca Ginzburg. Un sabato mattina diverso, immersi nella cultura e nella bellezza della nuova accogliente biblioteca appena riaperta dopo lavori di restauro.

La Porta di vetro recensisce il libro “Volevo solo un monopattino”

“Incontro sempre più spesso situazioni in cui ci sono disponibilità, interesse, ancora passioni politiche che non hanno spazi per esprimersi”[2]. Così Maria Grazia Sestero, nel 2010, in una testimonianza che ricorda la sua lunga esperienza di militante e protagonista della sinistra torinese e nazionale.

Dell’epocale crisi della politica, dell’esaurirsi delle istituzioni intermedie nel rapporto tra cittadini e politica Maria Grazia vedeva il punto di caduta non soltanto nella mancanza di riferimenti ideali, ma anche di possibilità concrete, luoghi per il confronto teorico e la militanza attiva. Ciò che lei fece tutta la vita, con disponibilità totale, umanità travolgente di simpatia e divertimento, passione e sconforti, come dirigente di partito con altissime responsabilità, assessore in prima linea, parlamentare e presidente provinciale dell’Anpi.
“Volevo solo un monopattino”, libro pensato da Gian Franco Gianotti e dai suoi famigliari, pubblicato sul finire dello scorso anno 2025, contiene ricordi toccanti e di profondo valore di amici, compagni e colleghi, ma è anche la raccolta preziosa degli scritti più importanti di Maria Grazia, nel corso della sua lunga attività e in occasioni diverse. Sono brevi saggi storici e politici di illuminata profondità e lungimiranza.
La recensione sulla testata giornalistica on line La Porta di vetro.

“Il torinese” scrive di Maria Grazia Sestero e del libro a lei dedicato

La Sezione ANPI Eusebio Giambone di Torino ha organizzato per venerdì 16 gennaio ( ore 18, via Mazzini 44/c ) la presentazione del libro Volevo solo un monopattino di Maria Grazia Sestero (Impremix, 2025). L’evento è stato pensato per rendere omaggio ad una protagonista della vita politica torinese e nazionale nei suoi interventi e nella voce di chi l’ha conosciuta. La ricorderanno Laura Marchiaro, Nino Boeti e Giancarlo Quagliotti. Nata a Chiusa di San Michele nel maggio del 1942, Maria Grazia Sestero è morta a Torino il primo gennaio del 2025. A questo il link potete leggere l’articolo completo.

“La Nuova periferia” incontra la poesia di Angelo Palumbo

Recensione della silloge “Piange l’amore il sogno” con intervista al poeta Angelo Palumbo, pubblicata sul periodico “La nuova periferia”.

Acrinrete recensisce Antonio Perrellis

ecco il link al quale potrete trovare il bell’articolo che recensisce il libro di Antonio Perrellis

 

https://www.acrinrete.info/mobile_news.asp?id=17593&fbclid=IwdGRzaAO3M0pjbGNrA7czL2V4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHuOzYjbWju7bzF0KSlPxvg_ThxBHJ5_wemcV8c8GHlMjQqMZEKbk35XLpKtP_aem_edXXaohWJagwmeBs_DL-uw&sfnsn=scwspwa

Cio che l’occhio non vede: l’essenziale costruzione di un percorso interiore

Ciò che l’occhio non vede – recensione di Maria Teresa Rossitto

Rosanna Caraci, giornalista e scrittrice torinese con il sequel di Cartavetro, Ciò che l’occhio non vede, pubblicato da Impremix edizioni, ci riporta alle vicende della protagonista Dada travolta da un destino di precarietà e da una relazione che oggi definiremmo tossica. Dada resta disoccupata a 50 anni. Un imprevisto sentimentale la costringe a prendersi una pausa di riflessione anche nella sua vita lavorativa.

Un nuovo colloquio di lavoro le offre l’opportunità di ricominciare ma c’è un ma.

Sente che è prioritario mettere ordine nella sua vita.

Dada, la protagonista, che donna rappresenta o vuole incarnare? Questa è la domanda principale. Vuole essere amata e libera di esprimersi nello stesso tempo. Entrambi i presupposti sono validi, ma il raggiungimento di questi obbiettivi si scontra con una realtà di difficile realizzazione. Il punto che riguarda un po’ tutte le donne, non solamente le cinquantenni, è il significato da attribuire alla parola appartenenza.

La protagonista ad un certo punto dice che il suo è un desiderio di appartenere ad un amore, ad un’idea, ad un progetto. Nel farlo la donna si piega spesso ad amori a tempo ridotto o a lavori poco soddisfacenti, illudendosi appunto di appartenere. Il bisogno di amore è legittimo ma la libertà della donna che lavora ed è indipendente continua ancora a spaventare perché si scontra con una cultura maschile che fatica ad accettare la piena realizzazione femminile.

Dopo decenni di lotte per affermarsi le donne spesso devono ancora combattere contro pregiudizi radicati, devono mostrarsi forti anche quando non ne hanno voglia.

In questo romanzo la protagonista si prende una pausa dalla ricerca del lavoro appagante, sicuramente perché delusa profondamente dal precedente incarico e in parallelo prova una grande sofferenza per la fine della sua relazione con Ducki, un uomo sposato.

Simone De Beauvoir, scrittrice e femminista ante-litteram ha detto:

“ Le donne non hanno un passato, una storia, una religione, non hanno come i proletari una solidarietà di lavoro e di interessi, tra loro non c’è una promiscuità nello spazio che fa dei negri d’America, degli ebrei dei ghetti, degli operai di S.Denis o delle officine Renault una comunità. Le donne vivono disperse in mezzo agli uomini – padre o marito – e ciò per i vincoli creati dalla casa, dal lavoro, dagli interessi economici, dalla condizione sociale.

Questa può sembrare una visione lontana dalla realtà, legata agli anni settanta del secolo scorso, ma la cronaca di tutti i giorni ci racconta una storia che vorremmo diversa e che invece spesso continua ad assomigliare a quel mondo. Tuttavia il romanzo della Caraci ci narra di una donna che, proprio nel momento in cui forse ha trovato un datore di lavoro onesto e corretto, decide che la sua pazienza è finita. E’ finita la pazienza delle donne, non solo di Dada.

E incontra Icaro. Lontano dalla mondo caotico, dal dover essere sempre presente.

Icaro, nella mitologia greca, rappresenta desiderio di libertà e superamento dei limiti.

Desiderio di cercare l’assoluto, anche a costo di rischiare la propria vita e Dada decide di gettarsi, forse per un desiderio simbiotico, e di elevarsi da questa realtà opprimente che la vuole dentro schemi che non rappresentano la diversità del femminile e il suo desiderio di realizzazione. Ci riuscirà? Questo lo si vedrà nel sequel…

Ossidiana, nome della collana con la quale questo romanzo si apre ai temi del femminile, ci dice che quella pietra è simbolo della forza e della resistenza femminile.

Inoltre la pietra rappresenta protezione, chiarezza e introspezione.

Ciò che è essenziale non si vede prafrasando il titolo del romanzo ma è la costruzione di un percorso interiore di Dada e di molte donne necessario prima di appartenere ad un uomo, ad un progetto, ad un’idea.

“Luna Nuova” recensisce il saggio su Arturo Bendini

Davide Morra e il suo libro “Arturo Bendini” sono al centro del bell’articolo di Luna Nuova scritto in occasione della presentazione di saggio importante per riscoprire la storia del territorio.

“La porta di vetro” recensisce Aharon Quincoces

Il giornale on line diretto da Michele Ruggero dedica spazio al libro dedicato a Maria Grazia Sestero “Volevo solo un monopattino”

https://www.laportadivetro.com/post/un-libro-per-voi-volevo-solo-un-monopattino

Il Torinese scrive di Nevio Grubessich

Il periodico on line “Il Torinese” recensice l’ultimo romanzo di Nevio Grubessich “Il golf è come una scatola di cioccolatini” .

L’articolo disponibile qui:

https://iltorinese.it/2025/10/04/il-golf-come-una-scatola-di-cioccolatini-il-nuovo-libro-di-nevio-grubessich/

 

Festa dei lettori e Mario Abrate su 24ovest.it

Il giornale on line “24ovest” pubblica la notizia della partecipazione di MArio Abrate alla festa dei lettori di Collegno, con “Le ragazze di Pontremoli”

https://www.24ovest.it/2025/09/25/leggi-notizia/argomenti/eventi-16/articolo/autunno-tra-le-pagine-con-la-festa-dei-lettori-di-collegno.html

La Voce di Settimo scrive di Egle Bolognesi

https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/628317/un-pomeriggio-di-poesia-con-egle-bolognesi-sulla-terrazza-dei-curiosi.html

 

A questo link l’articolo dedicato all’evento a cui ha partecipato la nostra poetessa Egle Bolognesi

18 settembre Egle Bolognesi

“Tra cielo e radici” è la silloge della poetessa Egle Bolognesi che ci riporta al nostro “io” più intimo dalle emozioni più profonde a quelle quotidiane, che nascono da un incontro o da un’azione che hanno ogni volta un che di speciale. Appuntamento a Settimo torinese.