28 dicembre 2019 – Giusy Barbagiovanni

Riceviamo da Giuseppe Cardascio, con-direttore artistico con Salvatore Varvaro dell’associazione culturale La Bottega Teatrale, questo  autorevole contributo alla lettura e alla riflessione..

Premetto che ho conosciuto Giusy Barbagiovanni da poco tempo, esattamente a marzo 2019 a Cividale del Friuli in occasione della Giornata Mondiale della Marionetta. Da subito, io e il mio compagno Salvo, abbiamo avuto la sensazione di trovarci davanti a due persone da approfondire. Sì,  due persone. Perché Giusy Barbagiovanni era accompagnata da sua sorella Mariuccia ed è,  per me, quasi impossibile separarle, così come è nella realtà dei fatti. 

Ho voluto fare questa premessa perché è importante per capire ciò che sto per scrivere sul libro “…Una vita tra le figure animate” scritto da Giusy. 

La sensazione che Giusy non potesse essere scissa da Mariuccia mi è  stata confermata in questo libro e ho avuto la netta sensazione che ha avuto Gian Mesturino, Giusy si porta addosso i suoi quadri. Così come Mariuccia le sue case di bambole. 

Dal libro si ha conferma che Giusy è  innamoratissima della sua ricerca sul mondo delle marionette. Una ricerca in continua evoluzione, sempre aperta a nuove scoperte. 

I protagonisti citati in questo libro sono in parte persone che ho avuto il piacere di conoscere, Mimmo Cuticchio e Cengiz Ozek, tanto per fare due nomi. E proprio quando parla delle ombre e del teatro Kabuki ho riscontrato molte verità che, inconsciamente, agli inizi della mia carriera, avevo riscontrato e poi indotto ad approfondire. 

Mi sono ritrovato all’improvviso nel mondo della supermarionetta di Von Kleist e Gordon Craig. Ho rivisto il mio primo spettacolo con marionette e attori “Se tra i fili un giorno…” che scrissi nel lontano 1989. 

Lo stupore, se così,  vogliamo chiamarlo, è la trasmissione del pensiero senza conoscersi. Ma scientificamente provato dalla genetica. 

Condivido appieno l’origine del termine marionetta, sono sempre stato convinto che così è.  Ma sono altrettanto convinto che “…Una vita tra le figure animate” sia una sorta di romanzo storico, che lascia aperte molte finestre e suggerisce spunti di lavoro per una vita. Se basta.